Piccola guida al Minirugby

guida al MinyRugby

Piccola guida al Minirugby

Cerchiamo di dare qualche dritta ai genitori che sono in cerca di uno sport da far praticare ai propri figli inquadrando le caratteristiche di base del nostro sport   in una piccola guida. Iniziamo con una frase di Luciano Ravagnani : “Il potente sfonda, il piccolo s’infiltra, l’alto salta, il guizzante corre. In una squadra di rugby c’è posto per tutti.”   

Ed è proprio cosi, a mini rugby giocano tutti, ma proprio tutti!  Per ogni taglia, peso, altezza… esiste uno spazio, una possibilità di partecipare al gioco divertendosi.  Tanti genitori, quando portano i propri figli al campo la prima volta, sono spaesati di fronte ad uno sport spesso “sconosciuto” molti altri non li portano perché hanno preoccupazioni  spesso legate alla percezione che sia uno sport troppo pericoloso o violento. 

Tutt’ altro, cerchiamo di sfatare questo falso mito dicendo quali sono i benefici nel praticare questo sport all’aperto: 

  • aiuta a sviluppare la forza, la resistenza, la velocità e la coordinazione motoria 
  • insegna a lavorare in squadra, a comunicare e a collaborare, promuovendo il rispetto reciproco e la solidarietà 
  • aiuta a superare la paura, a gestire le emozioni, a sviluppare la resilienza e la fiducia in sé stessi 
  • promuove valori come la lealtà, l’onestà, la disciplina e lo spirito sportivo  

Le regole  in questo sport  sono molte ed alcune non sono di facile ricezione!  Per questo motivo vengono applicate gradualmente nel corso degli anni. Si tratta quindi di un “rugby a misura di bambino”, un gioco semplice, educativo e divertente, che rispetta le capacità psicomotorie e psicofisiche e soprattutto le aspettative del bambino rispetto alla sua età. Ogni bambino ha i suoi tempi e le sue peculiarità e vanno rispettate. È fondamentale scegliere una società sportiva che abbia istruttori qualificati e che metta la sicurezza dei bambini al primo posto.

Nel minirugby esiste un regolamento particolare che riguarda lo svolgimento delle partite della domenica, che cambia con il crescere dell’età degli atleti e che differenzia il minirugby dal rugby juniores e seniores (ovvero delle categorie dei più grandi). Innanzitutto il numero dei giocatori in campo varia da 5 a 10 giocatori rispetto alla “under” di appartenenza . Questo per favorire la partecipazione al gioco da parte di tutti. Anche le misure del campo di gioco aumentano con l’età, così come il tempo di gioco. Fino all’Under 12 maschi e femmine giocano insieme, poi le strade si dividono!

Durante le partite non c’è un limite alle sostituzioni e l’effettivo confronto tra le squadre è garantito perché devono contrapporsi sempre con lo stesso numero di giocatori. Tutti i bambini iscritti in lista gara devono entrare in campo, non esistono “le panchine”.  

  • miniguida rugby

Nel minirugby non esiste un campionato. Questo per favorire il divertimento, dando il giusto valore al confronto tra le varie squadre. La competizione ha quindi la forma di una Festa del Rugby, torneo ospitato da una società nella sua sede che vede alternarsi le squadre in più incontri nella stessa giornata per concludersi con il Terzo Tempo.

Una tradizione che segue la fine della partita, dove le due squadre si riuniscono per festeggiare insieme, condividendo cibo, bevande e amicizia. La giusta conclusione di una festa, stare tutti allo stesso tavolo.  A volte inoltre ci sono anche dei  Tornei  dove talvolta si porta a casa un premio, talvolta no…ma non mancano mai i sorrisi.

Nell’ under 6 c’è solo una  regola,  divertirsi. Poi, poco alla volta, vengono introdotti i fondamentali per poter arrivare alla piena consapevolezza del gioco, che arriva con il passaggio alle categorie maggiori. Negli ultimi anni è stata inoltre introdotta una nuova categoria, le Prime Mete pensata per bambini che hanno compiuto 3 anni durante l’anno. È un’attività di avviamento al rugby che mira a far conoscere il gioco e le sue dinamiche in modo ludico e divertente.

Questo sport ha un VALORE fondamentale che fa parte dello spirito del rugby: si chiama RISPETTO. È una regola non scritta che vale per tutti, dagli atleti in campo ai tecnici in panchina e vale per i tifosi e per i genitori che assistono alle partite dei propri figli. Si tifa per la propria squadra e mai contro quella avversaria e se un atleta, che sia un campione affermato o un “minirugbysta” di 6 anni, fa una bella azione, che sia del nostro Club o di una squadra avversaria merita sempre un applauso e un incoraggiamento.

Alla fine, anche se è il più bello che c’è, è sempre e solo un gioco, no?

Speriamo di avervi incuriositi a tal punto da farvi approfondire con una visita a settembre al campo sportivo comunale di via Cagliari  a Ciampino ! 

Ciampino Rugby Club

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